Lettere a Litchfield – “Caro nonno, oggi avresti compiuto cento anni. Quello che mi hai insegnato resterà con me per sempre”

Oggi a Litchfield ci è arrivata una bellissima lettera. Un augurio speciale e carico d’amore da parte di una nipote a un nonno, che oggi avrebbe compiuto cento anni. A scriverla è Alessia Laberinto, milanese di 32 anni, educatrice alle scuole elementari e alle medie. In questo scritto, che vi riproponiamo per intero, racconta il… Read More Lettere a Litchfield – “Caro nonno, oggi avresti compiuto cento anni. Quello che mi hai insegnato resterà con me per sempre”

Lettere a Litchfield – “Siate liberi di studiare per voi stessi. Se lo farete capirete anche qualcosa in più di voi”

“Nella libertà si cela anche un pericolo, quello di non essere in grado di gestire la libertà di cui improvvisamente ci si trova a godere. Questa per voi è una preziosa occasione di crescita e di responsabilizzazione”. Ivan Cervesato, docente di matematica del liceo scientifico Einstein di Milano, qualche settimana fa, prima dell’annuncio del governo… Read More Lettere a Litchfield – “Siate liberi di studiare per voi stessi. Se lo farete capirete anche qualcosa in più di voi”

Lettere a Litchfield – “In questo lockdown sono diventata cuoca, fashion blogger, insegnante a distanza. Ma ora mi sento come un calzino in una lavatrice”

Ci scrive Lorenza Miccolis, 30 anni, insegnante in una scuola media di Sesto San Giovanni: “A me scrivere ha sempre fatto bene. È sempre stata una sorta di terapia, una medicina senza prescrizione, senza ricetta e senza controindicazioni. No, non è vero, una controindicazione la scrittura la ha: quella di esporti nuda, senza protezioni e… Read More Lettere a Litchfield – “In questo lockdown sono diventata cuoca, fashion blogger, insegnante a distanza. Ma ora mi sento come un calzino in una lavatrice”

Lettere a Litchfield – “Sono un infermiere in terapia intensiva e vi racconto la mia odissea per tornare in Italia”

“Sono un infermiere spagnolo e vivo in Italia da quindici anni. Lavoro in un ospedale di Como, nell’unità di terapia intensiva. A distanza di un mese dal mio rientro in Italia, voglio raccontarvi quello che mi è successo all’inizio del lockdown quando, a seguito di un lutto in famiglia, sono dovuto tornare a Barcellona per… Read More Lettere a Litchfield – “Sono un infermiere in terapia intensiva e vi racconto la mia odissea per tornare in Italia”

Lettere a Litchfield – “Mi sono laureata in diretta Facebook. Non è quel giorno che ho sempre sognato. Ma ora, che anche un abbraccio è un lusso, mi sento una privilegiata”

Ci scrive Valeria Rianna, 24 anni, neo laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. “La mia esperienza universitaria è cominciata nel settembre 2014 su un treno Italo partito da Salerno e diretto a Milano. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Mi sono iscritta alla Statale piena di entusiasmo portando la mia Costiera… Read More Lettere a Litchfield – “Mi sono laureata in diretta Facebook. Non è quel giorno che ho sempre sognato. Ma ora, che anche un abbraccio è un lusso, mi sento una privilegiata”

Lettere a Litchfield – “Dopo anni di relazione a distanza, ora siamo in quarantena insieme. Ma il pensiero di quando tutto questo sarà finito mi mette ansia”

Ci scrive Andrea De Cesco, 29 anni, giornalista: “Vi scrivo da Maiorca, dove mi trovo da ormai più di un mese. È per puro caso che sto passando la quarantena qui, in Spagna. Ero venuta a fine febbraio per passare qualche giorno con Quique, il mio ragazzo. Mi ero portata uno zainetto con dentro un’agenda… Read More Lettere a Litchfield – “Dopo anni di relazione a distanza, ora siamo in quarantena insieme. Ma il pensiero di quando tutto questo sarà finito mi mette ansia”

Lettere a Litchfield – “Non sto diventando una persona migliore, mi sto abituando. E a chi non ce la fa dico: impariamo a parlare di più”

Ci scrive Antonella Moschillo, studentessa al quinto anno di Medicina all’università Sapienza di Roma. “Oggi è lunedì. Da una settimana mi riprometto di dare dei ritmi a queste giornate senza scadenze, di infilare tra le ore qualcosa da fare. Perché ora c’è tutto questo tempo e tutto questo spazio: una casa intera. C’è il corso… Read More Lettere a Litchfield – “Non sto diventando una persona migliore, mi sto abituando. E a chi non ce la fa dico: impariamo a parlare di più”

Lettere a Litchfield – “Milano mi ha insegnato a guardare le persone. Ora sono un avvocato e mi batto ogni giorno per dare speranza ai ragazzi”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera che ci scrive Lucia Bianchi, consulente legale di Massa Carrara, Toscana, che ha vissuto a Milano per dodici anni e dove si è laureata. “Stamani, prima dell’alba, navigando su LinkedIn, mi sono imbattuta nel vostro blog. I vostri articoli mi hanno rispedita ai tempi della gioventù universitaria, tra le… Read More Lettere a Litchfield – “Milano mi ha insegnato a guardare le persone. Ora sono un avvocato e mi batto ogni giorno per dare speranza ai ragazzi”

Lettere a Litchfield – “I portieri sono i nostri eroi silenziosi di cui nessuno parla. Milano vi deve molto e vi ringrazia”

Ci scrive Mirco Grandi, sindacalista della Camera del Lavoro di Milano. “In questi giorni di dura prova e sacrificio, c’è una categoria fino ad ora trascurata dalle cronache: quella dei portieri di condominio. Un esercito silenzioso che, da quando è scoppiata l’emergenza del coronavirus, è al lavoro per pulire e sanificare le nostre case. Ma… Read More Lettere a Litchfield – “I portieri sono i nostri eroi silenziosi di cui nessuno parla. Milano vi deve molto e vi ringrazia”

Lettere a Litchfield – “Scopro dai giornali che la clinica dove mi hanno visitata aveva un focolaio di Covid. Ma nessuno mi ha avvisata”

Squilla il telefono. È mia madre. “Devo dirti una cosa”. Mi parla di un articolo del Corriere della Sera (qui il link per leggerlo) firmato da Gianni Santucci. Vado a leggerlo: “Al centro Igea si sono infettati 23 infermieri e 13 dottori, tra cui molti con polmoniti. Positivi anche il proprietario e lo staff amministrativo”.… Read More Lettere a Litchfield – “Scopro dai giornali che la clinica dove mi hanno visitata aveva un focolaio di Covid. Ma nessuno mi ha avvisata”