Lettere a Litchfield – “In questo lockdown sono diventata cuoca, fashion blogger, insegnante a distanza. Ma ora mi sento come un calzino in una lavatrice”

Ci scrive Lorenza Miccolis, 30 anni, insegnante in una scuola media di Sesto San Giovanni: “A me scrivere ha sempre fatto bene. È sempre stata una sorta di terapia, una medicina senza prescrizione, senza ricetta e senza controindicazioni. No, non è vero, una controindicazione la scrittura la ha: quella di esporti nuda, senza protezioni e… Read More Lettere a Litchfield – “In questo lockdown sono diventata cuoca, fashion blogger, insegnante a distanza. Ma ora mi sento come un calzino in una lavatrice”

Lettere a Litchfield – “Sono un infermiere in terapia intensiva e vi racconto la mia odissea per tornare in Italia”

“Sono un infermiere spagnolo e vivo in Italia da quindici anni. Lavoro in un ospedale di Como, nell’unità di terapia intensiva. A distanza di un mese dal mio rientro in Italia, voglio raccontarvi quello che mi è successo all’inizio del lockdown quando, a seguito di un lutto in famiglia, sono dovuto tornare a Barcellona per… Read More Lettere a Litchfield – “Sono un infermiere in terapia intensiva e vi racconto la mia odissea per tornare in Italia”

Lettere a Litchfield – “Mi sono laureata in diretta Facebook. Non è quel giorno che ho sempre sognato. Ma ora, che anche un abbraccio è un lusso, mi sento una privilegiata”

Ci scrive Valeria Rianna, 24 anni, neo laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. “La mia esperienza universitaria è cominciata nel settembre 2014 su un treno Italo partito da Salerno e diretto a Milano. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Mi sono iscritta alla Statale piena di entusiasmo portando la mia Costiera… Read More Lettere a Litchfield – “Mi sono laureata in diretta Facebook. Non è quel giorno che ho sempre sognato. Ma ora, che anche un abbraccio è un lusso, mi sento una privilegiata”

Lettere a Litchfield – “Dopo anni di relazione a distanza, ora siamo in quarantena insieme. Ma il pensiero di quando tutto questo sarà finito mi mette ansia”

Ci scrive Andrea De Cesco, 29 anni, giornalista: “Vi scrivo da Maiorca, dove mi trovo da ormai più di un mese. È per puro caso che sto passando la quarantena qui, in Spagna. Ero venuta a fine febbraio per passare qualche giorno con Quique, il mio ragazzo. Mi ero portata uno zainetto con dentro un’agenda… Read More Lettere a Litchfield – “Dopo anni di relazione a distanza, ora siamo in quarantena insieme. Ma il pensiero di quando tutto questo sarà finito mi mette ansia”

Lettere a Litchfield – “Non sto diventando una persona migliore, mi sto abituando. E a chi non ce la fa dico: impariamo a parlare di più”

Ci scrive Antonella Moschillo, studentessa al quinto anno di Medicina all’università Sapienza di Roma. “Oggi è lunedì. Da una settimana mi riprometto di dare dei ritmi a queste giornate senza scadenze, di infilare tra le ore qualcosa da fare. Perché ora c’è tutto questo tempo e tutto questo spazio: una casa intera. C’è il corso… Read More Lettere a Litchfield – “Non sto diventando una persona migliore, mi sto abituando. E a chi non ce la fa dico: impariamo a parlare di più”

Lettere a Litchfield – “Milano mi ha insegnato a guardare le persone. Ora sono un avvocato e mi batto ogni giorno per dare speranza ai ragazzi”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera che ci scrive Lucia Bianchi, consulente legale di Massa Carrara, Toscana, che ha vissuto a Milano per dodici anni e dove si è laureata. “Stamani, prima dell’alba, navigando su LinkedIn, mi sono imbattuta nel vostro blog. I vostri articoli mi hanno rispedita ai tempi della gioventù universitaria, tra le… Read More Lettere a Litchfield – “Milano mi ha insegnato a guardare le persone. Ora sono un avvocato e mi batto ogni giorno per dare speranza ai ragazzi”

Lettere a Litchfield – “I portieri sono i nostri eroi silenziosi di cui nessuno parla. Milano vi deve molto e vi ringrazia”

Ci scrive Mirco Grandi, sindacalista della Camera del Lavoro di Milano. “In questi giorni di dura prova e sacrificio, c’è una categoria fino ad ora trascurata dalle cronache: quella dei portieri di condominio. Un esercito silenzioso che, da quando è scoppiata l’emergenza del coronavirus, è al lavoro per pulire e sanificare le nostre case. Ma… Read More Lettere a Litchfield – “I portieri sono i nostri eroi silenziosi di cui nessuno parla. Milano vi deve molto e vi ringrazia”

Lettere a Litchfield – “Scopro dai giornali che la clinica dove mi hanno visitata aveva un focolaio di Covid. Ma nessuno mi ha avvisata”

Squilla il telefono. È mia madre. “Devo dirti una cosa”. Mi parla di un articolo del Corriere della Sera (qui il link per leggerlo) firmato da Gianni Santucci. Vado a leggerlo: “Al centro Igea si sono infettati 23 infermieri e 13 dottori, tra cui molti con polmoniti. Positivi anche il proprietario e lo staff amministrativo”.… Read More Lettere a Litchfield – “Scopro dai giornali che la clinica dove mi hanno visitata aveva un focolaio di Covid. Ma nessuno mi ha avvisata”

Lettere a Litchfield – “Sono un bancario, svolgo un servizio essenziale. Così vive chi non può scegliere di stare a casa”

Ci scrive Stefano, 33 anni, che lavora in banca a Milano. “La sveglia suona e il sole non è ancora sorto. Inizia una nuova giornata, come tante altre. Da tre settimane il Paese è sospeso, c’è un’emergenza sanitaria in corso e quasi tutti sono in smart working. Io no. Sono un bancario (da non confondere… Read More Lettere a Litchfield – “Sono un bancario, svolgo un servizio essenziale. Così vive chi non può scegliere di stare a casa”

Lettere a Litchfield – “A 55 anni oggi mi sono laureato. Aspettavo questo giorno da una vita, ma non è quello che ho sempre sognato”

Ci scrive Marco Angarano: Oggi mi sono laureato. La mia tesi, per ora, resta un “pdf” nel mio computer. La vedrò stampata quando si potrà di nuovo uscire di casa liberamente, e quando le copisterie riapriranno. L’ho inviata via mail al mio relatore, insieme alla presentazione. Poi la commissione di laurea dell’università si è riunita… Read More Lettere a Litchfield – “A 55 anni oggi mi sono laureato. Aspettavo questo giorno da una vita, ma non è quello che ho sempre sognato”